Al momento stai visualizzando Donne dell’hospitality: la nostra intervista a Sonia Gubitta.
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Con questa prima intervista, inauguriamo una nuova rubrica dedicata alle donne del mondo hospitality.

Esploreremo le loro esperienze personali, le sfide che hanno affrontato lungo il percorso e i loro consigli. Attraverso le loro storie, speriamo di ispirare e motivare altre donne a intraprendere percorsi simili, dimostrando che la leadership femminile ha un ruolo fondamentale nel settore dell’ospitalità.
Iniziamo dunque conoscendo meglio Sonia Gubitta, Hotel Manager del Matilde Boutique Hotel di Milano.

Sonia, come è entrata nel mondo hospitality?

Sono entrata nel mondo hospitality durante il corso di laurea in Promozione e Gestione del Turismo presso la Facoltà di Economia. Ho deciso di svolgere lo stage universitario presso un hotel, incuriosita dalla grande struttura che vedevo ogni giorno nel tragitto casa-lavoro: oltre 90 camere, sala congressi, ristorante…direi che dal giorno uno mi sono appassionata al mondo alberghiero.

Come è arrivata al Matilde Boutique hotel?

Tramite una mia ex-collega. Mi segnalò la posizione lavorativa aperta, pensando che potesse essere giunto per me il momento di cimentarmi in ruolo nuovo, una carica che racchiudesse le molte esperienze e i diversi ruoli che ho ricoperto in hotel nel corso degli anni.

Come si trova dunque nel ruolo di hotel manager? Qual è la sfida più grande?

È sicuramente l’esperienza più sfidante vissuta fino ad oggi. La struttura è piccola, quindi entro nel merito di tutti gli aspetti che caratterizzano l’hotel.

Mi trovo bene nel ruolo, anche se ho ancora molto da imparare. Credo che la sfida più grande in termini pratici sia far fronte a eventuali mancanze che solo l’esperienza può colmare.

Quali aspetti del suo lavoro le piacciono di più?

L’ambiente sereno che stiamo costruendo con l’intero staff. Un processo difficile, che tuttavia ritengo estremamente importante.

In parallelo, mi piace dedicare tempo al lato commerciale.

È stata scelta anche come consigliere in Ada Lombardia, mi racconti.

Diventare vice delegato territoriale per Ada è stata una vera sorpresa.

La proposta di entrare a far parte del nuovo direttivo, presieduto da Michele Surgo, è arrivata da Sara Abdel, il presidente uscente – cercavano una figura giovane da inserire nello staff. A tutt’oggi sono molto felice del modo in cui sono stata accolta, ancor di più del lavoro che stiamo svolgendo insieme. In cantiere ci sono tante novità, molto entusiasmanti.

Veniamo al Matilde, come sta andando?

Molto bene, stiamo migliorando su ogni aspetto…dal tasso di gradimento degli ospiti alle performance dell’hotel in termini di fatturato, alla qualità del lavoro. Siamo decisamente in un momento positivo, di crescita. 

Quali sono le vostre priorità – o investimenti – in termini di struttura e di servizi agli ospiti?

Dopo un periodo di assestamento organizzativo dell’hotel, post apertura effettiva del 2021, adesso il nostro focus è sul rapporto con l’ospite. Siamo un boutique hotel di 25 camere: abbiamo la possibilità di rendere ogni soggiorno davvero unico e memorabile. 

Ci racconta la sua giornata tipo in hotel?

Abbastanza lineare: appena arrivo mi confronto con i collaboratori del front desk per eventuali problematiche e necessità, idem con il manager del ristorante. Proseguo con un check delle tariffe, delle camere, degli ordini, dei fornitori, passando per reports, mail e iniziative da implementare.

Mi può descrivere in tre parole il Matilde Boutique Hotel e il suo team?

Siamo originali, a volte imperfetti, ma pieni d’animo e volontà.

Cosa dice di noi di Playhotel Next?

Per me Playhotel Next è un partner di fiducia, con la F maiuscola. Il rapporto umano e professionale che si è instaurato con i collaboratori e i responsabili, mi fa sentire sicura del lavoro svolto e della reciproca intenzione di aiutarci e supportarci a vicenda, sempre.

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