Oggi abbiamo il piacere di ospitare Giada Bellarte, General Manager dello Smarthotel Duomo di Milano, parte della catena BB Hotels. Insieme a lei, esploreremo un tema di grande attualità nel mondo dell’ospitalità: l’inclusività. Giada, con la sua esperienza e la sua visione, ci guiderà attraverso le iniziative che il suo hotel sta mettendo in atto per creare un ambiente inclusivo.
Come definirebbe l’inclusività nel contesto del suo hotel? Che valore ha per lei questo tema?
Ritengo che l’inclusività sia un argomento molto importante e delicato, che viene poco trattato in ambito alberghiero; è un discorso molto ampio, che dal mio punto di vista non riguarda soltanto il sentirsi parte di un gruppo o di un sistema coeso, ma il prendersi cura di tutti allo stesso modo, rispettando le differenze di ognuno.
In che modo l’inclusività si riflette nella cultura della catena BB Hotels e nelle politiche di gestione del personale?
Alla BB Hotels cerchiamo sempre di abbattere tutte le barriere che non permettono di sentirsi accettati nel gruppo; naturalmente a volte possono sorgere difficoltà relative ad esempio a problematiche di comunicazione dovute alla presenza di differenze linguistiche, ma facciamo il possibile per far sentire tutti i nostri collaboratori parte dello stesso team e ci teniamo che tutti abbiano le stesse possibilità di crescita, a prescindere dalle particolarità individuali.
Ha notato cambiamenti nelle aspettative dei clienti riguardo all’inclusività? In che modo Smart Hotel Duomo Milano e BB Hotels hanno adattato la propria offerta per rispondere a queste nuove richieste?
Col passare degli anni i clienti sono diventati sempre più esigenti, notiamo spesso che molti dei nostri ospiti ad esempio amano essere accolti da addetti al ricevimento che comprendano e comunichino nella loro lingua; proprio per questo cerchiamo sempre di migliorare la qualità dei nostri servizi e uno dei nostri metodi include il permettere a tutti i collaboratori di ampliare, qualora ne avessero desiderio, le proprie facoltà linguistiche offrendo la possibilità di partecipare a corsi di formazione interamente a carico dell’Azienda.
Quali iniziative avete preso per migliorare la rappresentanza di donne e minoranze nei ruoli di leadership all’interno dell’hotel?
In realtà credo che nell’Azienda per cui lavoro non ci siano assolutamente problematiche relative alla presenza di donne, soprattutto in ruoli manageriali; la Direzione è infatti composta al 100% da donne, ed è un privilegio poter far parte di un gruppo in cui il potere femminile viene valorizzato.
Essere una donna General Manager in un settore dominato tradizionalmente da uomini porta con sé sfide particolari. Ha mai incontrato difficoltà nell’affermarsi in questo ruolo? Se sì, come le ha superate?
Lavoro nel settore alberghiero ormai da più di quindici anni, ho ricoperto tutte le posizioni, a partire dall’apprendista receptionist fino ad arrivare a ruoli manageriali; è un luogo comune pensare che il ricevimento sia un ruolo prettamente femminile, mentre la Direzione sia in prevalenza maschile. Ho avuto però la fortuna, negli anni, di lavorare sempre in strutture in cui le donne erano al comando; le stesse donne che mi hanno insegnato e da cui ho preso ispirazione per svolgere il mio ruolo attuale.
Ci sono state sicuramente delle difficoltà nell’affermare la mia posizione, soprattutto perché la mia crescita è avvenuta dall’interno, non sono stata assunta all’origine per un ruolo in Direzione e questo ha fatto sì che molte persone che lavoravano nell’Azienda già prima del mio arrivo, facessero difficoltà a riconoscere la mia nuova mansione; con il tempo tutto si è però risolto al meglio, credo che con la costanza e l’impegno si possano ottenere ottimi risultati.
Come sostiene l’empowerment femminile all’interno del suo hotel?
Secondo la mia opinione è molto importante aiutare le ragazze, soprattutto quelle molto giovani, a incrementare la propria autostima ed essere consapevoli del proprio potenziale; per questa ragione anche chi ha poca esperienza, se dimostra di avere le capacità necessarie, molto spesso in Azienda viene promosso a un livello superiore, per dare appunto a chi lo merita le giuste opportunità di stimolo professionale e crescita.
Quali sono, secondo lei, le sfide più grandi nell’implementare strategie inclusive in hotel, e come le affronta?
La sfida più grande è sicuramente quella di creare un gruppo di lavoro unito e collaborativo, cerchiamo sempre di confrontarci con tutti i collaboratori e di coinvolgerli chiedendo loro pareri e consigli; proviamo inoltre a mantenere sempre un ambiente sereno e positivo, facendo spazio e promuovendo quando possibile momenti di team building anche al di fuori dell’ambito lavorativo.
Cosa si aspetta dai partner “fornitori” (come Playhotel Next) relativamente al tema dell’inclusività?
Anche da parte delle aziende con cui abbiamo un rapporto di collaborazione ci aspettiamo che il tema dell’inclusività sia fortemente promosso e rispettato; proprio per questo cerchiamo sempre di avere rapporti con chi mette ai primi posti il benessere di tutto il personale.
Crediamo fortemente che se i dipendenti vengono valorizzati nelle loro diversità, saranno loro stessi il valore aggiunto di un’azienda sana.