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La storia che ci racconta Giorgia Weber, Area Manager della Toscana per PhN , parla di una donna che ha percorso gli step di una carriera nell’Housekeeping: da cameriera ai piani fino a Director of Housekeeping, ha dedicato tempo, energie e risorse al suo lavoro per ottenere oggi, sospinta dalla sua passione e dall’impegno, molte soddisfazioni.

Può raccontarci un po’ della sua carriera e di come è arrivata a diventare manager dell’area Toscana?

Ho respirato sin da bambina l’aria di Hospitality. I miei nonni materni erano albergatori. Credo che la passione per l’accoglienza in senso ampio mi sia stata trasmessa geneticamente. 

Il lavoro ai piani è iniziato con l’esigenza di far collimare orari e tempo libero da poter dedicare ad un’altra grande passione, la Mountain Bike. Sono stata una discreta atleta e lavorare come cameriera ai piani mi consentiva di potermi allenare con costanza. A seguito di un incidente ho dovuto dire addio alla carriera agonistica, ma ho avuto modo di abbracciare appieno il mondo dell’housekeeping.

La mia strada è stata quella di molte, da cameriera ai piani a director of Housekeeping di un resort di lusso. Passione, impegno, dedizione e duro lavoro, molti schiaffi e grandi soddisfazioni.

Quali sono le principali responsabilità e sfide che affronta quotidianamente nel suo ruolo?

Garantire un servizio impeccabile alle strutture partner, nel pieno rispetto di tutti i nostri collaboratori.

Trovare la giusta formula per mantenere questi due fondamentali aspetti in equilibrio è inevitabilmente, sempre, una grossa sfida.

Creare una squadra coesa e preparata garantisce un buon livello di servizio, crearne una che sia anche felice di alzarsi ogni giorno per raggiungere il proprio luogo di lavoro garantisce un livello eccezionale.  

Come gestisce e motiva il suo team per garantire standard elevati di pulizia e servizio?

Credo molto nell’ascolto, cerco di essere sempre attenta alle esigenze dei singoli componenti del mio staff, cerco di trasmettere passione per il mondo dell’housekeeping. Per il resto esistono manuali, tecniche e strumenti di lavoro adeguati; con le referenti di struttura mi impegno affinché le procedure di pulizia vengano rispettate e costantemente implementate.

Può descrivere un giorno tipico nel suo lavoro? Quali sono le attività principali che deve coordinare?

Il mio lavoro è carico di sfaccettature, non credo esista una giornata tipo. Coordino l’operativo nelle strutture, verifico che vengano rispettate le procedure e gli standard di pulizia, mi relaziono con la direzione delle strutture stesse, intessendo rapporti di collaborazione atti a migliorare sempre il servizio che offriamo. Mi occupo di inserire i neoassunti in struttura, lavoro a stretto contatto con le ragazze del nostro recruiting e con le nostre referenti. 

Creo nuovi contatti e connessioni, cerco nuove collaborazioni.

Metto a disposizione le mie capacità e competenze a servizio dei nostri partner e dei nostri collaboratori.

Quali sono le competenze e le qualità personali che ritiene più importanti per avere successo nel suo ruolo?

Conoscere le procedure di pulizia, i materiali da trattare, i prodotti da utilizzare e le tempistiche da rispettare sono aspetti fondamentali. Conoscere, capire e motivare lo staff lo è forse ancora di più. 

Attenzione, dedizione, passione ed amore per il proprio lavoro non possono mai mancare, l’esperienza “su campo” è fondamentale. E un pizzico di sana ambizione aiuta.

Come rimane aggiornata sulle nuove tendenze e innovazioni nel settore dell’housekeeping?

Mi confronto molto spesso con colleghi e fornitori, leggo le novità su social e sui principali canali di comunicazione, ascolto le esigenze delle strutture e cerco per loro le soluzioni migliori. Partecipo anche alle fiere di settore.

Quali consigli darebbe a qualcuno che vuole lavorare nel suo campo?

Lavorare nell’hospitality deve essere una scelta consapevole. Curiosità, passione, amore per l’accoglienza, volontà di essere al servizio degli altri non devono mai mancare, unitamente a grande impegno e dedizione. Entrare in questo mondo assumendo ruoli considerati più umili non deve essere visto come qualcosa di screditante, ma come la base per costruirsi un futuro lavorativo consapevole.

Quale Director of housekeeping potrebbe essere credibile se non avesse iniziato la propria avventura lavorativa occupandosi del riassetto delle camere d’hotel?

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